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MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO  D. Lgs. 231/2001 e successive integrazioni

Marcora SpA, seguendo le raccomandazioni contenute nelle Linee Guida di Confindustria,  si è dotata di Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo  Ex D. Lgs. 231/2001 e successive integrazioni.

Il file del testo integrale del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo della Marcora SpA, si trova con l’apposito comando identificabile con appropriata icona installata  sul Desktop di tutti i Computer e Notebook che vengono dati in dotazione al personale della Società, nonché  nelle apposite cartelle a disposizione di tutto il personale.

Qui di seguito vengono sinteticamente elencati i principi ed i contenuti di cui al Modello adottato da Marcora SpA.

LINEE GUIDA PER LA COSTRUZIONE

Principi generali

  • Il D.Lgs. 8 Giugno 2001, n. 231, ha introdotto nell’ordinamento italiano un regime di responsabilità amministrava a carico degli Enti (Marcora SpA è un Ente) per  alcuni reati commessi nell’interesse o a vantaggio della Società, da soggetti  che esercitano la gestione o il controllo direttamente o per il tramite di loro sottoposti.
  • La novità apportata dalla 231 consiste nel fatto che la nostra Società potrebbe subire direttamente un procedimento penale mentre prima di questa legge,ogni azione penale era  indirizzata solo ai responsabili del reato commesso. . Va precisato che in ogni caso la responsabilità dell’Ente (Marcora Spa) va sempre ad aggiungersi e mai a sostituirsi a quella della persona autrice del reato.
  • Oltre alle sanzioni pecuniarie, oltre alla condanna penale di chi per sua responsabilità avrà commesso il reato,  il decreto prevede che l’Ente (Marcora SpA)  possa essere condannata dal giudice anche con sanzioni aventi  carattere di interdizione  quali ad esempio:
    • Proibizione dell’esercizio dell’attività. Ciò significa chiusura totale dell’azienda  per un tempo determinato che sarà fissato dal giudice in funzione della gravità.
    • Sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione del reato
    • Divieto di mantenere contatti  con la pubblica amministrazione
    • Esclusione da agevolazioni,finanziamenti, contributi o sussidi, con possibilità di revoca di quanto concesso.
    • Divieto di pubblicizzare beni e servizi.
    • Il D. Lgs. 231, prevede che l’Ente (Marcora SpA)  possa essere  liberato della responsabilità solo se lo stesso dimostra:
      • Che l’organo dirigente ha efficacemente adottato ed attuato  Modelli di organizzazione, gestione e controllo idonei a prevenire i reati della stessa specie di quello verificatosi.
      • Che il compito di vigilare sul funzionamento,  l’osservanza  e  l’aggiornamento dei Modelli è stato affidato ad un Organismo di Vigilanza dell’Ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo.
      • Che non vi è stata insufficiente od omessa vigilanza da parte dell’Organismo di Vigilanza.
      • Il Modello di organizzazione, Gestione e Controllo interessa tutta la struttura Marcora Spa a cominciare dagli operai, fino ai membri del Consiglio di Amministrazione, ai Sindaci, ai Controllori esterni ed ai consulenti esterni.

Struttura del Modello

  • Il Modello Marcora SpA, si compone delle parti seguenti:
  1. Una  PARTE GENERALE  che esprime le fondamentali finalità del Modello stesso e descrive in dettaglio il funzionamento del Modello adottato da Marcora Spa.
  2. ODV (Organismo di Vigilanza).

L’ODV è l’architrave di tutto il sistema del Modello di Organizzazione Gestione e Controllo.

Esso è composto da un numero da 1 a 3 membri nominati dal CdA.

L’ODV della Società ha il compito di:

  • Vigilare sull’osservanza delle disposizioni del Modello e di tutti i documenti ad esso collegabili
  • Vigilare sulla reale efficacia delle prescrizioni del Modello
  • Vigilare sull’opportunità dell’implementazione ed aggiornamento delle procedure  del Modello
  • Prevenire la commissione dei reati di cui al D. Lgs. 231 e delle successive modificazioni
  • Emettere direttive ed indicazioni relative alle aree di competenza dell’ODV che dovranno sempre essere tenute in debita considerazione da parte di tutti gli organi societari
  • Mappatura aggiornata delle aree di attività a rischio nell’ambito dell’attività aziendale
  • Prendere iniziative per realizzare la diffusione, la buona conoscenza, e la perfetta comprensione del Modello
  • Approntamento della documentazione organizzativa interna finalizzata al buon funzionamento del Modello
  •  Predisposizione e successivo aggiornamento relativo all’elencazione delle informazioni che le diverse funzioni societarie dovranno obbligatoriamente trasmettere o tenere a disposizione all’ODV
  • Coordinamento con tutte le funzioni aziendali al fine di esercitare un miglior controllo delle attività nelle aree a rischio e dei diversi aspetti attinenti la piena attuazione del Modello
  • Controllo del rispetto e della regolare tenuta da parte delle diverse funzioni aziendali delle disposizioni e della documentazioni previste nelle singole PARTI SPECIALI del Modello
  • Accertamento delle presunte violazioni delle prescrizioni del presente Modello e del D.Lgs. 231 e delle successive modificazioni
  • Proposta di adozione delle misure più opportune in caso di violazione alle prescrizioni del Modello e del  D.Lgs. 231 e delle successive modificazioni
  • Segnalazione agli organi competenti di eventuali carenze del modello e relative proposte di miglioramento o modifica
  1. Sedici PARTI SPECIALI che hanno lo scopo di illustrare quali sono le tipologie dei reati contemplati dalla legge, indicando a quale condanna penale andrà incontro chi dovesse commettere il reato di cui alla Parte Speciale. Inoltre, ogni parte speciale indica, I destinatari della parte speciale stessa (esempio servizi amministrativi, vendite ecc) e le aree di rischio. Sono inoltre   evidenziate le misure di prevenzione cioè le condotte vietate.
  2. Un  CODICE ETICO. Marcora si prefigge l’obiettivo  di svolgere la propria attività conformemente a Principi Etici basati sulla piena osservanza della legge, su regole di onestà, integrità, correttezza, trasparenza, buona fede e leale competizione,  il tutto nell’interesse dei clienti, dei dipendenti dei soci, dei partner,dello Stato, degli Enti Locali e dei Paesi esteri in cui opera.
  3. STRUTTURA ORGANIZZATIVA (GOVERNANCE). Il documento illustra per ogni settore di attività, quali sono i Processi operativi adottati.
  4. Nove PROTOCOLLI, uno per ogni Processo o Attività  aziendale.

I Protocolli sono la parte che sul piano operativo spiega dettagliatamente quali sono i comportamenti che dovranno adottare tutti i membri  dei nove processi (attività aziendali) che per quanto riguarda Marcora SpA, sono stati suddivisi in:

  • Protocollo 01 : Commerciale
  • Protocollo 02 : Amministrazione e finanza
  • Protocollo 03 : Servizi Informatici
  • Protocollo 04 : Produzione
  • Protocollo 05 : Trasporti
  • Protocollo 06 : Controllo
  • Protocollo 07 : Sicurezza e prevenzione
  • Protocollo 08 : Gestione dei rifiuti
  • Protocollo 09 : Qualità
    SANZIONI. 

Il modello Marcora SpA prevede le seguenti disposizioni che verranno applicate rigorosamente e senza esclusioni in funzione del grado di gravità:

Sanzioni conservative del rapporto di lavoro

  • Biasimo o rimprovero inflitto verbalmente
  • Censura o Biasimo inflitto per scritto
  • In caso di recidiva o di più grave violazione di una o più regole previste dal Modelo, il lavoratore incorre nel provvedimento della multa che prevede una ritenuta dallo stipendio non superiore alle 3 ore di paga.
  •  Sospensione dal servizio e dalla retribuzione per una durata di 10 giorni
  • Retrocessione

Risolutive del rapporto di lavoro

Licenziamento disciplinare per notevole inadempimento degli obblighi contrattuali da parte del prestatore di lavoro.

Le sanzioni vengono dettagliatamente indicate in ogni singolo Protocollo.

I REATI CONTEMPLATI DAL D. Lgs. 231/2001

Le sedici Parti Speciali alle quali si è fatto cenno precedentemente, si riferiscono alle fattispecie di reato individuate dal D. Lgs. 231 e successive modifiche intervenute.

In sintesi i principali contenuti di ogni PARTE SPECIALE sono indicati qui di seguito, ma si raccomanda la presa di visione del Modello completo,  Parte Generale.

I.Reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione (art. 24 e 25 del D. Lgs. 231/2001) e successive modificazioni.

Questa tipologia di reati può essere compiuta da coloro che sono incaricati  dal tenere rapporti con la Pubblica Amministrazione quali il personale di  Amministrazione e finanza, i membri del CdA , i Sindaci, i Collaboratori Esterni.

Si elencano di seguito quali sono i principali divieti previsti dal modello:

  • Effettuare elargizioni in danaro a pubblici funzionari
  • Accordare vantaggi in natura, quali ad esempio promesse di assunzione diretta (o di familiari) di rappresentanti della pubblica Amministrazione
  • Riconoscere compensi a favore di Collaboratori Esterni che non trovino giustificazione in relazione all’incarico svolto
  • Distribuire o ricevere omaggi o regali eccedente le normali pratiche di cortesia
  • Fare regali a funzionari della Pubblica Amministrazione o a loro familiari.
  • Presentare dichiarazioni non veritiere allo Stato o all’UE.
  • Destinare i contributi ricevuti a scopi diversi da quelli cui erano destinati.

II.Delitti informatici e trattamento illecito dei dati (art 24 bis)   D.Lgs. 231/2001 e successive modificazioni.

La tipologia di reati riguarda tutti coloro che usano sistemi informatici della Società. Si elencano qui di seguito le principali misure di prevenzione:

  • Come previsto dal Codice Etico, è proibito l’uso della rete internet aziendale per visitare siti di dubbia moralità.
  • L’uso del computer aziendale è soggetto ad autorizzazione del superiore gerarchico
  • Ogni singolo PC deve essere autenticato ogni qualvolta l’utente chiede accesso al sistema informatico
  • Ogni utente si deve autenticare con l’uso della propria password personalizzata
  • Ogni utente riceve in funzione della mansione svolta l’autorizzazione di accesso limitata alle aree di sua competenza
  • Tutti i dati memorizzati all’interno del server sono salvati quotidianamente e conservati in zone protette ignifughe.
  • E’ proibito arrecare danneggiamento di sistemi informatici o telematici
  • di pubblica utilità e/o della rete aziendale.
  • E’ proibita la frode informatica del certificatore di firma elettronica
  • E’ proibito l’uso dei mezzi informatici e di comunicazione della Società per diffondere informazioni personali.
  • E’ tassativamente proibito diffondere  documenti o informazioni sensibili attinenti all’attività aziendale a persone che non facciano parte degli effettivi della Società.
  • E’ proibita la migrazione di qualsiasi dato aziendale  – via Internet o mediante chiavette o dischetti – a sistemi informatici diversi da quelli aziendali.  Eventuali deroghe dovute a specifiche esigenze, dovranno essere autorizzate dalla Direzione.

III.Delitti criminalità organizzata

Il rischio di commettere questo tipo di reati nell’interesse o a vantaggio della Società è puramente teorico, astratto e quindi delimitato allo svolgimento abusivo  di attività che non rientrano assolutamente nell’oggetto sociale della Società e quindi proibite.

Si elencano qui di seguito le principali tipologie di reato:

  • Associazione di tipo mafioso (art. 416 bis C.P.)
  • Scambio elettorale politico mafioso (art.416. ter CP)
  • Sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione (art. 630 C.P.)
  • Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti  (D.P.R.309/90 art.70)
  • Associazione di tre o più persone allo scopo di commettere delitti  (Legge 203/91 art.7)
  • Associazione per delinquere (art. 416 C.P.)
  • Illegale fabbricazione, introduzione nello Stato  , vendita, detenzione  di armi.

  IV.Reati di concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità e corruzione

L’art. 25 del D. Lgs. 231, è stato integrato e modificato con la legge N° 190 del 06/11/2012: “disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”.

Il reato di concussione  è commesso dal pubblico ufficiale o dall’incaricato di un pubblico servizio, che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri costringe o induce indebitamente taluno a dare o a promettere, a lui o ad un terzo, denaro o altra utilità.

Si distingue dalla corruzione che invece, è il delitto commesso dal pubblico ufficiale che, per compiere un atto del suo ufficio o per omettere o ritardare o per aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, ovvero per compiere o per aver compiuto un atto contrario ai doveri di ufficio riceve, per sé o per un terzo, in denaro od altra utilità, una retribuzione che non gli è dovuta, o ne accetta la promessa.

Il concusso è il soggetto passivo del Reato di concussione. In particolare il concusso promette o dà denaro o altra utilità al pubblico ufficiale o all’incaricato di pubblico servizio.

Questa tipologia di reati è ipotizzabile in caso di verifiche alla nostra azienda da parte di funzionari della Pubblica Amministrazione. Le aree aziendali a rischio sono i Servizi Amministrazione e Finanza.

V.Falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento (art. 25 bis)

Limitato rischio; possono essere soggette a questa tipologia di reato i Processi Amministrazione e Finanza, Servizi Informatici. Alcuni esempi :

  • Falsificazione di monete, loro diffusione, alterazione o introduzione nello Stato
  • Diffusione di monete falsificate anche se ricevute in buona fede (art.457 C.P.)
  • Contraffazione, fabbricazione o detenzione  di carta filigranata
  • Uso di valori bollati alterati o contraffatti

  VI.Delitti contro l’industria e il commercio (art. 25-bis.1). I principali casi:

  • Contraffazione, alterazione o uso fraudolento di marchi
  • Contraffazione, alterazione o uso di  brevetti
  • Commercio e introduzione nello stato di prodotti con segni e marchi falsificati
  • Illecita concorrenza
  • Frode nell’esercizio del commercio
  • Vendita di prodotti industriali con segni mendaci (art. 517 C.P.) o ingannevoli
  • Contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine

I Processi direttamente interessati sono: Servizi Commerciali, Amministrazione e Finanza.

VII.Reati societari (art. 25-ter). Contempla le seguenti tipologie di reato:

  • False comunicazioni sociali che si realizzano con l’esposizione nei bilanci, nelle relazioni e nelle altre comunicazioni sociali fatti non rispondenti al vero idonei ad indurre in errore sulla situazione economica della Società.
  • Falso in prospetto
  • Falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni della Società
  • Falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni dei Revisori Contabili
  • Indebita restituzione dei conferimenti
  • Illegale ripartizione degli utili o delle riserve
  • Atti causanti pregiudizi ai creditori
  • Formazione fittizia del capitale mediante attribuzione di azioni o quote per somme sopravvalutate
  • Impedito controllo consistente nell’occultamento di documenti agli organi preposti a revisione e controllo
  • Omessa comunicazione del conflitto di interessi
  • Aggiotaggio mediante diffusione di notizie false

Le aree di rischio riguardano: i membri del Consiglio d’Amministrazione, i Sindaci, i Consulenti Esterni, le attività del Processo Amministrazione e Finanza.

VIII. 

Delitti con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico (art. 25- quarter)-

In questa Parte Speciale vuole proibire ogni attività finalizzata a promuovere, costituire, dirigere e finanziare organizzazioni dirette a sovvertire gli ordinamenti dello Stato e il finanziamento del terrorismo.

  • Associazioni sovversive (art. 270 C.P.)
  • Associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale; assistenza, rifugio, vitto  agli associati
  • Arruolamento, addestramento e condotta con finalità di terrorismo anche internazionale
  • Sequestro di persona
  • Cospirazione politica
  • Banda armata

Le aree ritenute a rischio ai fini della presente Parte Speciale sono tutte quelle esercitanti  operazioni finanziarie e commerciali poste in essere con persone fisiche o giuridiche residenti in paesi a rischio e riguardano esplicitamente il Processo 01 – Commerciale, il Processo  02 – Amministrazione e Finanza.

IX.

a) Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili (art. 25-quarter. 1).

b) Delitti contro la personalità individuale (art.25-quinquies)

Le tipologie di reato di queste due disposizioni di legge:

  • Riduzione a mantenimento in schiavitù o in servitù (art. 600 C.P.)
  • Prostituzione minorile
  • Pedopornografia anche a mezzo Internet
  • Detenzione o uso di materiale pornografico nell’ambiente di lavoro
  • Tratta delle persone
  • Lavoro minorile
  • Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili (art. 583 bis C.P.)

I rischi sono rappresentati dalla conclusione di contratti con imprese industriali, commerciali o di servizi che utilizzano mano d’opera non qualificata proveniente da paesi extracomunitari . Gestione di personale proveniente da paesi  extra CEE e di conseguenza tutte le attività di cui al processo 02 – Amministrazione e Finanza, Processo 04 Produzione e Processo 0,5 Trasporti.

X. Abuso di mercato (art. 25-sexies)

Questa Parte Speciale si riferisce all’abuso di informazioni privilegiate commesso nell’interesse o a vantaggio della Società e si riferisce alla seguente fattispecie di reati:

  • Abuso di informazioni privilegiate (art. 184 TUF) da parte di chi ne  è in possesso nella qualità di membro di organi della Società che detiene l’informazione.
  • Manipolazione di mercato con la diffusione di notizie false, manipolate, alterate.

Trattasi di forme di reato tipiche delle società quotate finalizzate ad azioni di Insider Trading.

XI. Omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro (art. 25-septies)

L’art. 9 della Legge n° 123/2007, a complemento di quanto previsto dal D. Lgs. 231/2001, estende la responsabilità amministrativa degli Enti ai reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose gravi commesse con violazione alle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro. Sono inoltre in vigore gli articoli:

Omicidio colposo (art.589 C.P.) dovute a colpa di chiunque causa  la morte di una persona in violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.

Lesioni personali colpose (art. 590 C.P.)

I  reati di cui alla presente Parte Speciale del nostro Modello, sono causati da condotte meramente, -  quindi soltanto -  colpose e pertanto involontarie.

Misure di prevenzione

Il tema della sicurezza e della salute sul lavoro ha sempre rappresentato nella politica aziendale la principale priorità. L’organizzazione della Società contempla una articolata struttura volta a gestire con efficacia la tematica infortunistica, finalizzata al totale rispetto  delle leggi in vigore. Obiettivo dell’organizzazione in materia di sicurezza sul lavoro è quell’attività interna alla Società avente carattere di permanente controllo, di  periodica formazione, e di costante miglioramento dei processi e dei sistemi di protezione.   Cardine del sistema di sicurezza sul lavoro è il Documento di Valutazione dei rischi tenuto  costantemente aggiornato  e che è stato elaborato dal Datore di lavoro ai sensi dell’art. 28 del D. Lgs. 81/2008, in collaborazione con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione ed il Medico Competente. 

Il Documento di Valutazione dei rischi è uno strumento dinamico e non statico, e pertanto seguirà l’evoluzione dell’attività della Società.

La politica aziendale viene basata sul pieno rispetto dei principi di salvaguardia dell’integrità psico-fisica dei lavoratori con l’obiettivo di ridurre al minimo livello la frequenza e la gravità degli infortuni, mediante adeguate  scelte tecniche ed organizzative, con l’adozione di misure di  protezione e prevenzione.

La Società:

  • Impone regole di buon comportamento a tutti i soggetti coinvolti
  • Valuta i rischi in funzione delle attività svolte
  • Realizza un costante aggiornamento delle misure in essere
  • Aggiorna e diffonde le conoscenze del quadro normativo e dei regolamenti  nell’ambito della tutela della salute
  • Effettua una costante, approfondita e continuativa rilevazione e valutazione dei rischi
  • Promuove la sorveglianza sanitaria
  • Realizza la formazione al fine di poter gestire le emergenze

Indica con segnaletica appropriata le aree più specificamente a rischio che risultano essere:

  • Gli impianti e le apparecchiature elettriche
  • Tutti i  macchinari utilizzati ai fini produttivi
  • I cantieri temporanei fissi o mobili
  • I lavori in quota
  • Movimentazione meccanica dei carichi
  • Obbliga l’uso degli strumenti protettivi (guanti, casco, calzature)

Il contenuto della presente Parte Speciale interessa la totalità del Sistema Organizzativo aziendale.

XII.  Ricettazione , riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 25 –octies) e successive integrazioni.

  • Ricettazione ( Art. 648 C.P.) riferita a chi acquista, riceve, occulta denaro e cose provenienti da un qualsiasi delitto
  • Riciclaggio (art. 648 bis C.P.), far fruttare i capitali illegalmente acquisiti, mettendoli in circolazione come capitali ormai resi “puliti” e pertanto investibili anche in attività economiche lecite.
  • Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art 648-ter C.P.)

XIII.Delitti in materia di violazione del diritto d’autore (art. 25 novies)

Tipologia dei reati.

Abusiva vendita, duplicazione, riproduzione,trasmissione, diffusione in pubblico, di opere d’ingegno quali  opere letterarie, teatrali, scientifiche, musicali, cinematografiche al fine di trarne profitto.

Reato difficilmente riscontrabile in tipologie di aziende di commercio di materie prime quale è la nostra.

XIV.  Induzione a non rendere dichiarazioni  o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria (art.25-novies)

Tipologia dei reati.

Chiunque con violenza o minaccia o con offerta o promesse di denaro o di altra utilità, induce a non rendere dichiarazioni o a render dichiarazioni mendaci davanti all’Autorità, commette il reato oggetto della presente  Parte Speciale.

La tipologia di reato è scarsamente ipotizzabile, ma per estensione, potrebbe accadere in seguito ad eventuali controlli per attività di verifica da parte di funzionari della Pubblica Amministrazione, da funzionari dell’Ispettorato del lavoro, da controlli della polizia Tributaria.

XV. Reati di abbandono e deposito incontrollato di rifiuti sul suolo e nel suolo (D. Lgs. 152/2006)

Reati ambientali (art. 25-undecies, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla d.lgs n. 121 del 7 luglio 2011].

Questa fattispecie di reati riguarda chiunque in violazione delle disposizioni di legge abbandona o deposita rifiuti ovvero li mette nelle acque superficiali o sotterranee e riguarda le seguenti tipologie di reati:

  • Gestione di rifiuti non autorizzata
  • Abbandono incontrollato di rifiuti
  • Violazione degli obblighi di comunicazione, di tenuta dei registri obbligatori e dei formulari
  • Traffico illecito di rifiuti al fine di conseguire un ingiusto profitto
  • uccisione, distruzione, cattura, prelievo, detenzione di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette (art. 727-bis c.p.);
  • distruzione o deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto (art. 733-bis c.p.);
  • scarichi di acque reflue industriali contenenti sostanze pericolose; scarichi sul suolo, nel sottosuolo e nelle acque sotterranee; scarico nelle acque del mare da parte di navi od aeromobili (D.Lgs 152/06, art. 137);
  • attività di gestione di rifiuti non autorizzata (D.Lgs 152/06, art. 256);
  • inquinamento del suolo, del sottosuolo, delle acque superficiali o delle acque sotterranee (D.Lgs 152/06, art. 257);
  • violazione degli obblighi di comunicazione, di tenuta dei registri obbligatori e dei formulari (D.Lgs 152/06, art. 258);
  • traffico illecito di rifiuti (D.Lgs 152/06, art. 259);

false indicazioni sulla natura, sulla composizione e sulle caratteristiche chimico-fisiche dei rifiuti

XVI.  Impiego di cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (art. 25-duodecies, D.Lgs 231/01) [Articolo aggiunto dal d.lgs n. 109 del 16 luglio 2012]

  • che introduce sanzioni e provvedimenti nei confronti dei datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare in quanto i lavoratori stranieri sono privi del permesso di soggiorno, ovvero il cui permesso sia scaduto e del quale non sia stato chiesto ,nei termini di legge il rinnovo. Viene punito anche chiunque svolga un’attività organizzata di intermediazione e reclutamento di manodopera. Viene punito chiunque organizza attività lavorative caratterizzate da sfruttamento, mediante violenza, minaccia, intimidazione approfittando dello stato di bisogno o di necessità dei lavoratori.

Costituiscono sfruttamento le seguenti circostanze:

Retribuzione dei lavoratori in modo palesemente difforme dai contratti collettivi.

Sistematica violazione delle normative relative all’orario di lavoro, al riposo settimanale, alle ferie

Violazioni alla normativa in materia di sicurezza ed igiene nei luoghi di lavoro

Sottoposizione del lavoratore a condizioni di lavoro, metodi di sorveglianza, o a situazioni abitative particolarmente degradanti.

Reati transnazionali (Legge 16 marzo 2006, n. 146, artt. 3 e 10).

L’art. 3 della legge definisce reato transnazionale il reato punito con la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni, qualora sia coinvolto un gruppo criminale organizzato, nonché: a) sia commesso in più di uno Stato; b) ovvero sia commesso in uno Stato, ma una parte sostanziale della sua preparazione, pianificazione, direzione o controllo avvenga in un altro Stato; c) ovvero sia commesso in uno Stato, ma in esso sia implicato un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato; d) ovvero sia commesso in uno Stato ma abbia effetti sostanziali in un altro Stato.

  • Associazione per delinquere (art. 416 c.p.)
  • Associazione di tipo mafioso art. 416-bis c.p.)
  • Associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri
  • Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope

Protocolli

NOTA:  PER UNA PIU’ FACILE LETTURA DEI PROTOCOLLI

Ogni protocollo (vedi punto 5) si compone delle parti seguenti, descritte in modo analitico nel documento originale:

1)Obiettivo: precisa quali sono i principali obiettivi del Processo o Divisione di attività aziendale.

2)Destinatari del protocollo:  mette in evidenza quali sono i reparti e le persone interessate al contenuto del Protocollo.

3)Matrice delle responsabilità decisionali atte a prevenire e limitare il rischio di commissione di reati. Per le principali casistiche di possibili reati, vengono indicati i gradi di intervento dei destinatari del protocollo in tre livelli:

  •  “D”   Decisionale
  • “C” Controllo
  • “O”   Operativo

4)Matrice del grado commissione reati di cui al D. Lgs. 231. Per ognuna delle 16 Parti Speciali, viene evidenziato il grado del possibile accadimento di reato nel contesto del Processo interessato sulla base del:

Grado di rischio probabilità:    Alto

  • Medio
  • Basso
  • Molto basso

5)Principi etici – Obblighi – Divieti ed Eventi costituenti circostanza ed occasione di commissione reati.

Che vengono indicati e corrispondono praticamente alle disposizioni contenute nelle Parti Speciali.

6) Organismo di vigilanza. Vengono indicati gli obblighi dei destinatari nei confronti dell’organismo di vigilanza.

7)Sanzioni: per ogni protocollo vengono indicate le sanzioni alle quali si va incontro trasgredendo i principi di cui al Modello.

 

                  

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